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ARCHIVIO DELLE ATTIVITA' SVOLTE

Padre Pasquale BORGOMEO S.J

“L’importanza della lucidità e della capacità critica di fronte alle paure planetarie

riassunto di Augusto Piccinini

Da sempre le paure hanno portato mutamenti sociali ma oggi il terrorismo, la criminalità organizzata, le catastrofi ambientali,le malattie da virus mutanti e da ultimo il disastro finanziario nato in Usa e propagatosi in Europa e nel mondo, sono diventati grazie alla globalizzazione e alla comunicazioni via mass- media, globali pervasive e inconsce. Così si è generato un senso di insicurezza generalizzato, accentuatosi nei paesi più acculturati e più protetti da un’informazione pluralista. La globalizzazione non è una teoria, è un fatto, crea danni ma anche opportunità. In economia i danni sono riassumibili nell’assenza di una guida governativa mondiale efficiente (es. ONU);c’è stata una ubriacatura della “deregulation” delle regole di mercato e di rispetto dei lavoratori occupati nelle attività produttive; si è verificato un rafforzamento della criminalità che ha approfittato della mancanza di regole; si è diffusa nel mondo la sfiducia verso le istituzioni governative che si è trasformata in panico. La globalizzazione ha generato il timore della perdita delle identità culturali, il timore cioè della cancellazione dei valori, delle tradizioni, della lingua e della cultura fondamento di ogni popolo, generando localismi esasperati e difesa ottusa delle proprie identità. Di fronte al fenomeno globalizzazione, alle paure e ai mutamenti sociali, quale ruolo ha il sistema delle comunicazioni ( giornali, radio, televisione,internet)?. in generale possiamo dire che i mass- media sono spesso alla ricerca di tutto ciò che è sensazionale, ma più sovente sono caratterizzati da ignoranza e da interessi economici e politici, una miscela che genera angoscia. Come dice il titolo della conferenza è necessario che entri in gioco la ragione, la lucidità come antidoto alla paura. L’informazione deve essere più corretta: deve descrivere e collocare un evento nel suo contesto. Scorretto è condire i fatti con commenti tali da fuorviare il cittadino dalla realtà. E ancora più scorretto è generare angoscia e paura per favorire il consenso politico. Ma anche i politici hanno le loro responsabilità nel diffondere strumentali paure e angosce. Un esempio per tutti si è avuto con le menzogne di Bush sulle armi di distruzione di massa mai trovate in Iraq. In questo ultimo scorcio di anno si è verificato un disastro finanziario non paragonabile a quello del 1929 negli USA, ma tale da essere considerato la causa di una recessione mondiale. Il governo USA, responsabile maggiore di questa crisi, si è dimostrato impacciato e inadeguato, mentre l’Europa è stata tardiva nel capire che il “si salvi chi può” di ogni singolo governo non era la ricetta giusta per far fronte alla crisi. La crisi che provocherà sofferenze umane nel mondo intero, spingerà a misure di solidarietà per i più deboli? Per ora sappiamo che ai 950 milioni di affamati verrà ridotto l’aiuto internazionale del 40% dell’apporto finanziario toltale. Le conseguenze di tutto questo marasma sembrano essere la fine dell’idolatria del mercato e del capitalismo selvaggio, il ritorno alla responsabilità dello stato nel salvataggio di banche e industrie in pericolo e il ritorno ad una dimensione sociale dell’economia. In campo geopolitico è la fine del sogno egemone degli USA e la nascita di nuovi protagonisti: Cina, India, Russia (e Europa?). A questo punto sarebbe necessaria una “governance”, un governo planetario, ma più ancora una  riforma dell’ONU e della Nato.
Non va mai dimenticata la lotta al terrorismo, ma anche alle disuguaglianze insostenibili.
Va difesa in ogni consesso e in ogni dove la rivoluzione ecologica nei modelli di vita per la salvaguardia del pianeta.

In conclusione la lotta alla paura si conduce con il coraggio, con la lucidità di giudizio, con la capacità critica, ma anche con un corretto agire individuale