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ARCHIVIO DELLE ATTIVITA' SVOLTE

CONFERENZA DEL DOTTOR LUCIO CARACCIOLO

Il dottor Lucio Caracciolo, direttore della rivista di geopolitica LIMES, è stato ospite il 4 ottobre scorso del Centro di Cultura Card. Elia Dalla Costa,del Comune di Schio e della Caritas Diocesana.
Doveva svolgere il tema L'Europa nei Balcani, ma i tragici avvenimenti di terrorismo dell'11 settembre, che hanno colpito drammaticamente gli Stati Uniti, hanno indotto l'oratore a cercare di dare all'uditorio presente le sue impressioni e riflessioni su quanto è successo.
In Italia, di fronte ad avvenimenti di questa portata, non si esaminano i fatti per quello che sono, ma ci si divide politicamente tra filoamericani e antiamericani, si ragiona cioè sulla base di come era diviso il mondo prima di quanto è accaduto l'11 settembre in America.
Il 9 novembre 1989 crollava il muro di Berlino e due anni dopo, 1992, si sfaldava anche l'Unione Sovietica e per la prima volta nella storia il centro del potere mondiale si spostava negli Stati Uniti, che assumevano il compito di gestire da soli il disordine mondiale con tutte le conseguenze di simpatia e antipatia che ciò ha comportato.
Quando l'America ha provato a gestire le crisi aperte a ripetizione nel Golfo e in Kossovo non l'ha fatto in base ad un disegno di conquista territoriale, ma nell'illusione che presto o tardi tutti popoli l'avrebbero seguita sulla via della redenzione con il miraggio di ottenere la pace nel mondo esportando la democrazia, affermando il primato della "nazione indispensabile" come sosteneva Clinton.
In questo modo l'America si è trovata sovraesposta e sola ed è apparsa al mondo arabo e islamico una iperpotenza arrogante.
Anzi suscitava ovunque, Europa compresa, ondate di antiamericanismo, proprio mente l'opinione pubblica statunitense esibiva un quasi totale disinteresse per il resto del mondo.
E' questa l'America colpita al cuore dai terroristi islamici, per mano di Osama bin Laden, con l'appoggio di una rete di professionisti del terrore, annidati anche il alcuni paesi considerati amici (sembra persino in Arabia Saudita) e negli stessi Stati Uniti
Per quei fanatici l'Occidente è il regno di Satana e l'obiettivo è annientare gli ebrei e i "crociati" cristiani. In nome di Dio hanno scatenato un attacco devastante contro Americani ed Europei. Hanno colpito i simboli del capitalismo globale e dell'invincibile esercito a stelle e strisce.
I terroristi, afferma Caracciolo, non possono vincere questa guerra, ma noi possiamo perderla. La perderemo se risponderemo all'idoelogia della loro crociata con una nostra crociata opposta.
L'America è stata colpita ed è stato colpito tutto l'Occidente, insieme dobbiamo identificare il nemico e stroncare i gruppi di organizzazioni terroristiche e gli stati dove si annidano e dove godono protezioni. Quindi non controcrociate, ma azioni mirate e prudenti che tengano al riparo le popolazioni civili coinvolte loro malgrado in questa guerra scatenata da bin Laden.
Gli Americani hanno dimostrato nervi saldi e molta prudenza, assicurandosi la solidarietà e l'appoggio dell'Europa, della Russia , della Cina e di molti paesi arabi moderati.
Noi Italiani ed Europei sappiamo di essere nel mirino dei terroristi. Questa sarà una guerra diversa , lunga che costerà sacrifici e morti. Il futuro del nostro paese dipenderà da come ci comporteremo nell'emergenza e dalla lealtà verso i nostri alleati.
L'America ha risposto alla guerra con la mobilitazione alla guerra. La strage delle Torri Gemelle e del Pentagono ha rinsaldato il patriottismo in USA. Questo non è un conflitto a "zero morti" per gli Americani e per noi occidentali, ma è uno scontro nel quale sono morti già migliaia di Americani, insieme a centinaia di cittadini di altri paesi, italiani inclusi.
Per queste ragioni dobbiamo schierarci da una parte sola. La nostra.

Augusto Piccinini


P.S. Relazione ricavata dalla conferenza e dal quaderno speciale LIMES "La guerra del terrore"
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