Centro di Cultura Card. Elia Dalla Costa
ARCHIVIO DELLE ATTIVITA' SVOLTE
Prof. Daniele Marini
Mercoledì 1 aprile u.s., la seconda conferenza del ciclo di primavera ha avuto come relatore il prof. Daniele Marini, laureato in Scienze politiche , docente presso l’Università di Padova, Direttore scientifico della Fondazione Nord Est, istituto di ricerca sociale ed economica .
Il prof. Marini ha illustrato con l’ausilio di grafici, schemi e statistiche, la sua approfondita esposizione. Partendo dalla storia di questo nostro territorio,esaminando le trasformazioni che lo hanno caratterizzato, facendo una analisi della incerta condizione attuale, ha cercato di vedere gli eventuali percorsi per uscire dalla crisi e capire se essa sia foriera solo di rischi e catastrofi economico-sociali o se ci siano opportunità di rinnovamento, innovazione e crescita futura.
La crisi di oggi, rapida e repentina, che ha coinvolto tutta l’economia mondiale è un fatto inedito nella storia, quindi è difficile prevedere, con qualche sicurezza, la sua evoluzione.
L’economia del Nord Est, trovando il suo punto di forza nella piccola e media impresa presente in settori produttivi molto articolati e diversificati, potrà avere una più rapida reazione alla frenata generale. Le aziende sanno che per uscire dalla crisi devono investire sul capitale umano e sul marketing , avere un atteggiamento di aggressione positiva della situazione, riqualificare il prodotto su un livello più alto, creare reti di imprese con filiere stabili di sub-fornitori che assicurino la qualità del prodotto dalla sua produzione fino alla sua collocazione sul mercato, servendosi anche di quel terziario che offre servizi alle imprese. A questo proposito il prof.Marini ha coniato un nuovo termine molto evocativo: non si potrà più parlare di “distretti” produttori di un determinato prodotto ma di “dis-larghi”.
Un problema da risolvere è quello di orientare le scelte scolastiche dei giovani verso i settori richiesti dalle industrie. Altro problema grave è il calo demografico che ha creato un vero buco nelle giovani generazioni. La soluzione potrà venire solo attraverso un inserimento di giovani immigrati, soprattutto di seconda generazione già nati in Italia e qui scolarizzati.
In una recente indagine un vasto campione di popolazione del Nord Est alla domanda : “ Come si autodefinirebbe” ha dato la seguente risposta : “Lavoratori ed imprenditori” . La nostra è quindi una società che si riconosce nel Lavoro (con la elle maiuscola!) sia esso dipendente che autonomo .
Un’altra indagine riguardante lo sviluppo ha evidenziato che la maggioranza della popolazione ritiene che si debba continuare a crescere facendo però più attenzione alla qualità dello sviluppo.
Da ultimo il prof. Marini ha presentato una cartina che mostra dove siamo collocati nello scenario della nuova Europa: non più zona di confine, ma una realtà geografica al centro dell’Europa in cui dovrebbero transitare due dei corridoi pan-Europei che, se realizzati, non significheranno solo alta velocità, autostrade, insediamenti , ma potranno far diventare il Nord Est una piattaforma geo-economica favorevole all’integrazione con i Paesi dell’Est. Di conseguenza le progettualità del nostro territorio dovrebbero avere come riferimento questa cartina.
Relazione di Paola Allais