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ARCHIVIO DELLE ATTIVITA' SVOLTE

S.E. Mons. Pietro Nonis


 



Venerdì 19 aprile alle ore 20.30 S.E. Mons. Pietro Nonis, Vescovo di Vicenza, già docente di Filosofia all'Università di Padova ha svolto nella sala Calendoli del Teatro Civico di Schio il tema:
"Michelangelo scultore e poeta cristiano" con l'ausilio di diapositiva e con la lettura di significativi sonetti e scritti di Michelangelo
Mons. Nonis ha esordito dicendo che Michelangelo è stato il più grande maestro d'arte della nostra civiltà, coetaneo di Leonardo da Vinci ed estimatore di Dante e Petrarca.
Di Michelangelo si conosce molto, anche le crisi, la povertà interiore, la miseria della quale egli si sentiva afflitto, gli impulsi non sempre razionali, ma anche gli slanci sublimi e poi le ambiguità che peraltro si trovano anche in Leonardo.
Dipingendo la Cappella Sistina tra il 1508 e il 1511, issato su armature incredibilmente alte, passando le giornate, i mesi e anni sulle armature, steso sulla schiena, aggrava i suoi dolori reumatici e artritici che lo avevano preso fin da giovane. La pittura della Sistina, nota in tutto il mondo specie dopo i restauri recenti. è vigorosa e dolce allo stesso tempo.
Mons. Nonis ci ha illustrato con dovizia di descrizioni le sculture più importanti di Michelangelo quali la Pietà di San Pietro a Roma, la splendida Madonna di Bruges, il famosissimo David a Firenze. Poi a Roma il Mosè in S. Pietro in Vincoli, i Prigioni all'Accademia di Firenze , la Cappella Medicea con le tombe di Giuliano e Lorenzo de' Medici e le opere degli ultimi anni cioè le numerose dolcissime e drammatiche Pietà.

Ma c'è un Michelangelo meno conosciuto, il Michelangelo teorico, pensatore potentissimo, un uomo pieno di istinti contraddittori dalla dolcezza soavissima ad impulsi polemici, non solo quando si ribella ad un cattivo carattere simile al suo di un papa molto grande come Giulio II° Della Rovere e fugge da Roma, ma anche quando venne immerso nella Roma del 1510, una corte di altissimo livello culturale ed economico e di un lusso sfrenato, che impressionò il giovane Lutero la cui avversione per questa città, più pagana che propriamente cristiana, durerà per tutta la sua vita.
Michelangelo nato nel 1475 vive per 89 anni e metterà mano alla sua ultima scultura, la Pietà non ultimata, quindici giorni prima di morire.
Egli stesso in un suo sonetto descrive la conclusione della sua vita

Condotto dalla mia tarda età alla mia ultima ora di vita,
comprendo troppo tardi, o Morte, qual è la natura dei tuoi piaceri.
So valutare per quello che merita la mia qualità artistica
che mi ha fatto da idolo e monarca.
Ora conosco com'era carica di errori
e di amorosi pensieri già vani e lieti:
che cosa saranno se ora mi avvicino a due Morti:
una delle quali certissima e l'altra che mi minaccia.
Ormai non mi darà quiete né dipinger né scolpire,
mi acquieterà e mi darà pace soltanto il fatto
di poter volgere l'animo a quell'Amor Divino
che per prendere noi ha aperto sulla croce le sue braccia.

 

Augusto Piccinini

 

 

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