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Giangi Poli


Conferenza di Giangi Poli sulle cellule staminali e problemi connessi

Lunedì 17 marzo 2003 alle ore 20.30 nella Sala Calendoli si è svolta, alla presenza di un pubblico numeroso e attento, la conferenza del Dr Giangi Poli giornalista della Rai e redattore scientifico di Super Quark, su tema: “il dilemma della cellule staminali”
Il Dr Poli ha esordito dicendo che la ricerca delle cellule staminali sta creando un’ondata emotiva senza precedenti e scuote sia il mondo della ricerca sia la coscienza dell’uomo della strada, come è successo nel 1978 con il primo bambino in provetta o quando in Australia, più recentemente, è nata la storia degli embrioni congelati.
La Commissione insediata dal Ministero della Sanità e presieduta dal Prof. Dulbecco ha suggerito di organizzare incontri, come il nostro di Schio, per consentire lo sviluppo di un dibattito tra persone civili e che siano il più possibile a conoscenza del problema scientifico e delle sue implicazioni scientifiche, morali e sociali.
Nel giro di pochi anni la scoperta delle cellule staminali potrebbe portare alla soluzione di molte malattie invalidanti.
Il tipo di cellula di cui più si parla è quello che si forma dopo la fecondazione dell’ovulo femminile e che all’inizio può dare luogo alla formazione di tutti i tessuti e organi del corpo.
L’utilizzo di queste cellule embrionali umane, che sono le più promettenti per la loro funzionalità e quantità, pone gravi problemi morali perché per ricavarle si deve interrompere lo sviluppo dello stesso embrione. In altre parole le cellule staminali totipotenti , capaci cioè di sviluppare tutti le cellule dei nostri organi, debbono essere prelevate dall’embrione che, in questo caso, è un fornitore di cellule staminali, ma cessa di svilupparsi in un essere umano.
La ricerca sulle cellule staminali è molto importante per le sue applicazioni terapeutiche, come quella di sostituire cellule e tessuti danneggiati o malformati con cellule nuove e capaci di riparare e riformare l’organo malato. Si tratta di un trapianto vero e proprio che potrebbe sostituire l’attuale trapianto di organi tramite intervento chirurgico.
Oltre alle cellule staminali provenienti dall’embrione, che sono le più efficaci e plurifunzionali, vi sono altre cellule staminali ricavabili dai feti abortiti, dal cordone ombelicale che non sono capaci di sviluppare tutti gli organi del corpo, ma solo parti di esso ed altre capaci di sviluppare una o poche cellule di organi (unipotenti) come quelle che si possono trovare nei tessuti di un uomo adulto.
Il problema su cui si discute è in sostanza questo: dall’embrione si possono ricavare cellule staminali capaci di riprodurre le cellule di tutti gli organi del corpo. Mentre dalle altre fonti le cellule sono più limitate nello sviluppo e sono capaci di riprodurre uno solo o pochi organi del corpo.
Di qui la richiesta degli scienziati di potere utilizzare per la ricerca medica gli embrioni, compresi quella centinaia di miglia che sono rimasti disponibili dalle fecondazioni artificiali e che si trovano congelati nei laboratori di ricerca e che andranno a scadere.
Nei paesi anglosassoni l’utilizzazione della staminali da embrioni per scopi medici è ammessa dalle leggi s dello Stato e si sono formate delle banche di cellule staminali da embrioni già disponibili per risolvere malattie come: lesioni del midollo spinale, sclerosi multipla, il morbo di Parkinsson, l’Alzheimer, il diabete e altre malattie allo studio.
In Italia non è permesso utilizzare le staminali da embrione per i problemi morali relativi alla soppressione dell’embrione da cui derivano.
Il Problema è aperto e si stanno intensificando gli studi per ottenere staminali adulte più potenti e dibattiti per arrivare ad una soluzione eticamente accettabile.

 

 

 

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