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Prof. Renzo Scortegagna



( a cura di Augusto Piccinini)


Conferenza del Prof. Renzo Scortegagna, ordinario di Sociologia all'Università di Padova sul tema "Vecchie e nuove generazioni: scontro o confronto?"
Teatro dei Salesiano giovedì 3 ottobre 2002 ore 20.30


" E' la prima volta, dopo tanti anni di assenza che ritorno a Schio, mia città di origine. Ringrazio il Centro di Cultura per questo invito che mi fa molto onore". Così inizia la sua conferenza il Prof. Scortegagna, nostro illustre concittadino.

"Io mi interesso in modo particolare di anziani, i rapporti tra generazioni sono sempre stati oggetto di attenzione e di discussione e questa sera abbiamo intenzione di affrontali"
Il Prof. Scortegagna desidera innanzitutto definire il termine generazione, bisogna trovare un accordo per definire vecchie e nuove generazioni. I vari studiosi adottano criteri diversi. Eccoli
I Demografi ci aiutano a darci una loro particolare definizione. Essi si riferiscono all'età anagrafica. Perciò abbiamo i minori, i maggiorenni, gli adulti e i vecchi.. Scelgono l'età per definire una generazione, così: i maggiorenni sopra i 18 anni in forza di una legge e gli anziani sopra i 60-65 anni di età.
Altra distinzione dei demografi è quella relativa al periodo della fecondità, specie per le donne,: entrare ed uscire dalla fecondità può essere un mezzo per indicare una distinzione tra donna giovane e vecchia.
Oggi siamo in presenza di una grande scoperta demografica: la composizione tra giovani e vecchi risulta molto diversa dal passato. Oggi abbiamo due vecchi per ogni giovane, mentre in passato si avevano due giovani ogni vecchio. Oggi la mortalità giovanile è quasi scomparsa, mentre in passato avevamo molte croci bianche nei nostri cimiteri.
I Biologi suddividono la popolazione in base alla funzionalità dell'organismo. Le varie discipline della biologia tentano di rallentare il più possibile l'invecchiamento fino a non potere invecchiare mai con la scoperta di nuove proteine, di trapianti, di interventi sul DNA ecc. L'obiettivo è quello di ridurre le differenze tra le varie età, oggi ci sono ottantenni in piena efficienza, esempio per tutti il presidente Ciampi.
Gli Psicologi danno importanza alla maturità interiore, quella cioè che riguarda la coscienza, l'intelligenza misurando le diverse maturità. La lettura psicologica di un giovane o di un anziano dipende dalla storia o dal contesto di vita di ognuno di noi. Prendete ad esempio la situazione di vita di un giovane che si trovi ad affrontare la morte di un familiare.
La maturazione psicologica dipende dalla percezione di come uno si sente. Un anziano può sentirsi ancora giovane e un giovane vecchio. Dipende da come uno si percepisce. L'età psicologica non va di pari passo con l'età biologica.
I Sociologi considerano la divisione dell'età delle generazioni come delle costruzioni sociali, dei concetti e delle definizioni che vengono assegnate dalla società.
Uno studente universitario di 24 anni, ad esempio, lo definiremmo giovane, mentre 50 anni fa quello stesso giovane era già operaio alla Lanerossi, sposato e con figli e con esperienza di lavoro e di vita e non poteva più essere considerato tanto giovane.
Come facciamo a distinguere le generazioni? Dobbiamo individuare altri elementi che ci permettano di valutare le modificazione delle caratteristiche sociali delle generazioni vecchie e giovani. Esse sono legate alle seguenti valutazioni:

Le fasce di popolazione giovani si sono allargate. Si è ristretta l'età degli adulti. Si entra sempre più tardi nel mercato del lavoro e si esce sempre più presto dal lavoro.
Il bisogno di lavoro tende a ridursi sempre di più: è possibile che in futuro si lavori sempre meno e che si allunghi sempre di più la vita.
Allargandosi i gruppi dei giovani e dei vecchi si riducono sempre di più le differenze tra le generazioni.
C'è un'enfasi verso la gioventù, oggi. indicata come un'età destinata a creare tendenza ai consumi, alla moda, al futuro, carica di valori positivi.
C'è viceversa una negazione contro la vecchiaia o l'anzianità, come a sconfiggerla o nasconderla. C'è la tentazione di poterla sconfiggere e il desiderio di poter morire giovani, si fa di tutto per nascondere la morte e la sofferenza dei vecchi.
Oggi il rapporto tra le generazioni non è più gerarchico come nel passato quando gli stili di vita e le informazioni passavano da padre a figlio, dai vecchi saggi ai giovani inesperti nel lavoro e nella vita. Oggi ci sono altri canali di trasmissione dei valori tra le generazioni. I canali di trasmissione del sapere non passano attraverso la via gerarchica delle generazioni
Nelle fasce giovani della popolazione vi è una ricerca di valori e di sicurezza e non trovandoli si arriva ad una situazione di smarrimento e di problematicità.
Abbiamo scontro o confronto tra le generazioni?
Oggi più che mai esiste la possibilità di dialogo tra le generazioni.
Cosa l'anziano può proporre, può scambiare con i giovani?
L'anziano è chiamato a testimoniare uno stile di vita, non le esperienze del suo lavoro e del suo successo, ma uno stile di vita che va reinventato: la saggezza, la conoscenza, il compito di trasmettere spirito critico che deriva appunto da esperienza e da saggezza. L'anziano potrà essere testimone di libertà, di libertà di scelta, potrà dare testimonianze di vita ad un giovane che ha meno risorse.
L'anziano non ha da insegnare un mestiere, ma un nuovo tipo espressivo che ha a che fare con la libertà, la mente e le emozioni.


E' seguito un ampio dibattito molto interessante.


 

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