Centro di Cultura Card. Elia Dalla Costa
ARCHIVIO DELLE ATTIVITA' SVOLTE
Padre Bartolomeo Sorge
Padre Bartolomeo Sorge: La Laicità scontro,
tolleranza, incontro
Sala Calendoli 28 Aprile 2006
“Diamo un nostro riassunto della conferenza del padre Sorge: sono soltanto alcuni appunti presi ascoltandolo e non rivisti dal conferenziere” ( Augusto Piccinini)
Il problema che stà vivendo l’Italia in questo
momento ma anche in altri paesi è la crisi della democrazia. Ci troviamo
in un momento nel quale non si vede chiaro il cammino che dobbiamo percorrere.
L’Italia è diventata un paese democratico soltanto da settant’anni,
ma non è ancora diventata una democrazia matura (solida) e le incertezze
di questo momento politico dimostrano che siamo un popolo un po’ speciale
. Qual è il problema numero uno che come cittadini e soprattutto come
cristiani dobbiamo affrontare oggi in Italia?
Abbiamo tutti il dovere di sostenere la democrazia che è in difficoltà,
non dobbiamo perdere la fiducia nel metodo democratico. La democrazia è
il modo migliore di governare che mai sia esistito nella storia. E soprattutto
lo stato sociale di cui tanto si incentra , è la forma più alta
di democrazia.
Cosa possiamo fare per salvare la democrazia e cosa centra tutto questo con
la laicità? Per capire meglio questa domanda faremo insieme tre passaggi
:
1) Cercheremo di capire come si è sviluppato e cresciuto nel tempo
il concetto di laicità e capiremo la premessa sulla democrazia matura.
2) Vedremo quali pericoli vi possano essere nelle interpretazioni sbagliate
della laicità.
3) Analizzeremo quali prospettive si aprano per la politica e per l’impegno
dei cristiani in seno alla società
La laicità è nata come reazione alla cultura chiusa del medio
evo quando il trono e l’altare stavano uniti , quando la spada e la
croce andavano insieme e ‘era una grande confusione tra la fede e la
politica. Il medio evo dal punto di vista del rapporto tra chiesa e stato
si è manifestato sempre come una forma immatura democratica ed anche
del cristianesimo . L’umanesimo che è esploso successivamente
è nato proprio per questa reazione. Esso diceva: basta con questo Dio
, con questa chiesa per cui se un re non si comporta bene il papa gli toglie
la corona e lui deve andare con il capo cosparso di cenere a farsi restituire
la corona dal Papa. Quindi la prima concezione di laicità è
nata proprio come reazione alla collusione tra la chiesa e lo stato laico.
L’avversione al potere della chiesa trova nell’illuminismo la
sua sfida più alta.
In che cosa consiste questa concezione illuministica della laicità
?
Essa basa su alcuni valori fondamentali: la ragione , la libertà, e
l’uguaglianza, concetti che troveranno la loro sublimazione nella rivoluzione
francese. L’illuminismo nasce con la definizione della razionalità,
si arriva addirittura a parlare di dea della ragione , si dice basta con questo
Dio, è la ragione che fa la storia, siamo noi uomini che costruiamo
il futuro, la ragione è l’unico metodo per giudicare ed operare.
Quindi la ragione , secondo gli illuministi, non potrà mai essere condizionata
da nessuna verità assoluta o trascendentale. Quello che è fuori
della ragione non interessa, una verità che sia oltre alla ragione
non è nemmeno riconoscibile. Accanto a queste definizione la laicità
rivendica il primato della libertà di coscienza e della libera scelta.
C’è un unico limite che la laicità deve ammettere ed è
il diritto dell’altro. Il cittadino può fare tutto ciò
che gli pare e piace a condizione di non danneggiare gli altri .L’ unica
autorità che viene riconosciuta è quella che viene definita
l’autorità della maggioranza.Quando la maggioranza decide una
cosa il cittadino la deve accettare e ad essa deve sottostare. All’interno
della volontà della maggioranza rientrano tutti i diritti tra cui anche
la sfera religiosa , l’autonomia della religione , l’autonomia
dello stato secondo una accezione che diventerà famosa nell’ottocento
: Libera Chiesa in libero Stato
Ma la religione và considerata come una cosa personale, non può
avere un influsso sociale. Infatti quando costruiamo la città dell’uomo,
la religione non deve disturbare e questo perché per costruire la società
abbiamo bisogno delle scienze sociali, economiche e tecniche. La religione
non è una scienza, è una realtà trascendente e quindi
non interessa e non ha titolo per intervenire . Viene tolto ogni influsso
alla dimensione religiosa della società . Tutte le costituzioni moderne
, fino ad oggi , e poi vedremo i cambiamenti in atto, basandosi sui principi
dell’illuminismo, escludevano la dimensione religiosa e i rapporti tra
stato e chiesa erano visti come avversari che si guardavano un po’ in
cagnesco . Tanto è vero che la chiesa stessa, in quel primo periodo
di laicità, ha sempre guardato con sospetto la democrazia e le costituzioni
democratiche. Quello che disturbava la chiesa dell’illuminismo era il
concetto di sovranità popolare.La chiesa diceva:ma come affermare che
il popolo è sovrano quando la sovranità viene da Di, anche il
popolo deve ubbidire a Dio , il popolo non può essere la fonte della
sovranità.
L’altro punto che rendeva molto sospettosa la chiesa era il principio
di maggioranza. Cosa vuole dire che la maggioranza decide? Se poi la maggioranza
cambia, quello che era vero non sarà più vero. I diritti possono
essere decisi da una maggioranza?
Ora tutti questi atteggiamenti del primitivo laicismo illuministico oggi
sono scomparsi. O meglio rimangono di esso alcune isole come il vecchio laicismo
impersonato ancora da Chirac che vuole imporre il divieto del velo agli islamici
, della kippa agli ebrei e delle croci troppo grandi ai cristiani. Questa
veduta non è laicità , ma è laicismo che diventa deviazione
del concetto di laicità.
Dopo la prima fase di laicità viene una fase di transizione durante
la quale questa laicità vista in senso confessionale ha portato al
laicismo, all’egoismo anche se è vero che ha rivalutato l’importanza
dell’intelligenza e della ragione. Per tutto l’ottocento le nazioni
europee hanno in qualche misura messo da parte la coscienza etica, la coscienza
religiosa e come conseguenza sono nate dottrine ideologiche che hanno portato
a delle guerre e a tante tragedie. Ma oggi sta rinascendo il bisogno di Dio.Noi
credenti e non credenti siamo fatti ad immagine di Dio perché siamo
intelligenti ed abbiamo la volontà. Ma noi cristiani pur avendo noi
in mano il vangelo non abbiamo capito subito il principio della libertà
di coscienza,, il principio della libertà religiosa,, abbiamo creduto
che essendo la nostra l’unica religione vera, gli altri non avevano
alcun diritto.Dovevamo capire che questi principi laici erano tutti contenuti
dentro al vangelo.
Storicamente nel tempo è avvenuto che la religione non è più
considerata l’oppio dei popoli, non addormenta ma è una vera
e propria dinamite,Pensate cosa è stata la coscienza religiosa in America
Latina dove il vangelo è a fianco dei campesinos, pensate cosa è
stata la coscienza religiosa in Polonia dove è cominciata la crisi
del comunismo che poi è caduto come un castello di carte. E’
stata la coscienza religiosa che ha infiammato gli anim, tant’è
che in Polonia per dire abbasso il governo si andava in processione a gridare
“Evviva Maria”.
Di fronte questi fatti si è capito che il vangelo è rivoluzionario
e che quindi la posizione del vecchio laicismo illuministico era falsa. Non
si poteva più confinare la religione solo nelle coscienze individuali
senza riconoscere alla religione uno status anche sociale . Nello stesso tempo
bisogna dire che la Chiesa è cresciuta, la Chiesa ha avuto con il Cocilio
Vaticano Secondo una grande evoluzione in cui sono stati riconosciuti importanti
principi fondamentali
a)che la democrazia è la forma più alta di governo ( quanta
strada ci è voluta e quanta paura prima di questo riconoscimento )
b)oggi la chiesa ha visto che la laicità è un valore e in questo
modo si sono avvicinate quelle parti che prima erano in conflitt. La storia
non ha avuto più paura della religione perché si è accorta
che la religione è un fattore di promozione umana e la chiesa non ha
avuto più paura della laicità, ma è arrivata a dire che
è un valore.
Laicità secondo il Concilio Vaticano II° vuole dire che Dio ha
creato nella natura delle finalità intermedie che sono laiche: la politica
è laica , l’economia è laica Ciò significa che
le finalità di queste scienze non dipendono dalla fede , non dipendono
dal vangelo. Allora la fede non mi dice come funzionano le scienze, non mi
dice come devo fare un governo, come devo fare un programma economico. Il
Concilio Vaticano Secondo ha detto che la laicità deve essere rispettata
da tutti i cristiani e chei la politica non è fatta per tutelare gli
interessi della chiesa perché la politica è laica. La chiesa
non può avere un partito, il che non esclude che all’interno
della politica laica non vengano tutelati tutti i diritti compresa la libertà
religiosa, la libertà di coscienza, la libertà di culto .
E arriviamo al giorno d’oggi in cui si deve ripensare al concetto di
laicità . Non più contrapposizione violenta, non più
soltanto riconoscimento reciproco dell’importanza dei due piani, ma
incontro. Oggi la laicità matura vuol dire rispetto nella diversità,
vuol dire unità di intenti nell’autonomia delle parti per cui
la chiesa e lo stato sono autonomi ciascuno nel proprio campo non per contrastarsi
ma per collaborare al bene comune dei cittadini che sono cristiani e laici.
Il mondo laico riconosce l’importanza della religione anche perché
la chiesa ha abbandonato i vecchi schemi apologetici del passato. Oggi ci
si rende conto che la religione ha una importanza sociale, sono state superate
le diffidenze del passato e si riconosce che la religione dà stabilità
, coesione alla vita civile , si oppone alla violenza e favorisce la pace.
In via di fatto si sono superate le vecchie ragioni dell’illuminismo
che aveva fatto ricorso alla laicità per difendersi dalla chiesa riducendo
la religione stessa a pure fenomeno privato .
Vogliamo ricordare due esempi del riconoscimento della dimensione sociale
della coscienza religiosa. Il primo riconoscimento è quello che troviamo
nella revisione firmata nel 1984 dei Patti Lateranensi tra Stato e Chiesa.Nel
primo articolo si dice che “ la repubblica italiana e la santa sede
riaffermano che lo stato e la chiesa cattolica sono ciascuno nel proprio ordine
indipendenti e sovrani impegnandosi al pieno rispetto di tale principio nei
loro rapporti e alla reciproca collaborazione per la promozione dell’uomo
e del bene comune del paese ( non più contrapposizione ).
Ma l’accordo più sorprendente è contenuto nel trattato
costituzionale europeo nell’articolo 52 comma a) si riconosce l’importanza
sociale della religione e nel comma b) si afferma che le istituzioni politiche
europee dovranno realizzare un rapporto trasparente e reale con le chiese
(non era mai avvenuto in una costituzione moderna. osservare come è
cambiato il concetto di laicità ).
.Queste citazioni servono a capire come è cresciuto il concetto di
laicità al di là del rapporto chiesa e stato , ma è cresciuto
anche nell’ambito delle istituzioni politiche.Infatti negli anni 70
Berlinguer, allora segretario del PCI, in un teatro romano disse una frase
che suscitò enorme scalpore, “Io farò in modo che il PCI
diventi laico “ e così il concetto di laicità non si applica
solo fra chiesa e stato, ma anche fra i partiti e le loro ideologie. Era un
modo con cui Berlinguer faceva lo strappo non solo con il dogmatismo sovietico,
ma prendeva le distanze dal marxissmo leninismo. Nasce quindi anche una laicità
fra le ideologie e i partiti.. Ma quando Chirac difende la laicità
nel modo in cui abbiamo visto prima, trasforma la laicità in ideologia
e diventa questa una forma di confessionalità ideologica.
Il problema della democrazia di oggi è tutto qui: è vero che
non ci deve essere un partito confessionale, ma è vero che devono essere
abbandonati i dogmatismi ideologici . Se vogliamo costruire una democrazia
matura è necessario che anche i partiti rinuncino al confessionalismo
ideologico e diventino laici. Solo rispettando la laicità in modo adulto
riusciremo in Italia a fare unità nella diversità .
Guardate cosa hanno fatto i nostri padri costituenti.Erano personaggi di primo
piano e e per questo sono riusciti a superare le loro ideologie e sono stati
capaci di darci una costituzione i cui primi dieci articoli contengono i valori
etici fondamentali del patrimonio culturale bimillenario italiano e ciioè:
la dignità della persona, la solidarietà, la famiglia fondata
sul matrimonio. Non è una costituzione confessionale ma è laica.
Ci sono riusciti perché hanno trovato quello spirito comune che è
alla base della tradizione italiana con cui si è realizzata l’unità
nella diversità .
Perché oggi in Italia non è possibile fare altrettanto?. E’
possibile solo se ritroviamo, al di là delle passioni, al di là
delle legittime correnti di pensiero politiche, una volontà comune
ritornando alla costituzione che è l’unica tavola di salvezza
che può fare dell’Italia una nazione democraticamente matura.
Questo ce lo insegna l’evoluzione del concetto di laicità,ma
per farlo bisogna che tutti, credenti e non credenti, di destra o di sinistra,
del nord del centro e del sud, ritrovino e rispettino la laicità in
modo moderno non più come contrapposizione, non più come mera
tolleranza, ma come collaborazione ciascuno col la propria identità
secondo un ideale comune. Se non riusciamo a fare questo l’Italia è
perduta.
In questo momento in Italia c’è un pericolo e cioè la
possibilità di strumentalizzare la religione a fini politici.Molti
personaggi atei si sono accorti che la religione non è contro la società,
ma l’aiuta e sono tornati alla tentazione del medioevo di usare la religione
per ottenere consensi. Molti di essi, tra cui l’ex presidente del senato
Marcello Pera, riconoscono la validità della religione perché
è utile alla politica e affermano che adesso tutti i liberali dovrebbero
dirsi cristiani per difendere le radici della civiltà occidentale,
ipotizzando la nascita di una religione laica.
Contemporaneamente si è venuta formando una immaturità anche
nel mondo cattolico con interventi sulla politica.
I vescovi debbono parlare, è la loro missione, debbono illuminare le
coscienze, ma non possono dire come devono essere fatte le leggi, come devono
votare i cittadini. Queste cose le devono dire i laici, spetta ai laici tradurre
la dottrina della chiesa e i valori della religione in scelte politiche, economiche,
sindacali, culturali. Questa e la missione dei laici diversamente ci saranno
incomprensione, contrasti e nuove forme di anticlericalismo crescente.
Abbiamo visto l’evoluzione nel tempo del concetto di laicità
e come nella laicità stia il futuro della nostra democrazia matura
che consente di salvare lo stato sociale, di non smantellarlo e di unire l’efficienza
dell’economia di mercato con la solidarietà affinché i
deboli non soccombano.
Ma contemporaneamente si pone il problema di inserire i valori cristiani in
questa nuova società laica. Non è più il caso di pensare
al partito ideologico come la democrazia cristiania, ma si tratta di pensare
in modo nuovo e coraggioso alla presenza dei valori cristiani all’interno
di una società laica. La strada da percorre è quella indicata
da don Sturzo cent’anni fa:aprire alla società civile, costruire
la democrazia dalla base: C’è bisogno della partecipazione dei
cittadini alla formazione della politica in modo che tutti quelli che condividono
certi valori si ritrovino insieme mantenendo la ricchezza degli apporti di
ogni categoria sociale portatrice di esperienza e di valori, ma dobbiamo trovare
quello che unisce.
Occorre però un rinnovamento culturale e la necessità di formazione
della classe politica del nostro paese. Non abbiamo più una classe
politica preparata e se non si parte dalla cultura non si otterrà una
classe dirigente adeguata alle nuove sfide.
Cosa si può dire ad un cristiano che avendo coscienza civile e religiosa
voglia rendersi utile in un momento di transizione così complicato
come l’attuale?
Prima cosa: accettazione piena della laicità democratica e delle sue
regole: su questo non si deve transigere. Con questa regola possiamo arrivare
ad affermare i valori cristiani nella società civile, valori che sono
tutti compresi nel compendio della dottrina sociale della chiesa cioè
il rispetto della persona umana, la solidarietà fraterna, l’uguaglianza
dei diritti fra tutti, la qualità della vita.
In secondo luogo il compito dei cittadini cristiani è quello di dare
il significato pieno a questi valori. La fede ci illumina, ma la battaglia
è civile e laica. Dobbiamo realizzare questa sintesi tra spiritualità
e laicità,. Dobbiamo essere cristiani adulti motivati nella fede e
professionalmente validi.
L‘Italia può avere un avvenire se ripartiamo dalla nostra costituzione
e dalle nostra tradizione cristiana autentica